Un angolo di biodiversità

Quando ho scoperto un ‘pero cotogno’ nei dintorni del borgo, lungo una strada vicinale, ne ho approfittato per una panoramica sui meli del nostro giardino, un’occasione per parlare delle tante varietà di alberi da frutto che sfuggono alle varietà coltivate per la grande produzione, tutte ‘incasellate’ e destinate alla distribuzione di massa: controllate, protette dagli agenti atmosferici, irrorate con insetticidi e erbicidi, con tempi e modalità prestabilite, dalla fioritura alla raccolta e fino alla distribuzione. 

I meli del nostro giardino vivono la loro vita indisturbati, seguono i ritmi delle stagioni, subiscono gli agenti atmosferici, se viene una gelata nel momento sbagliato non producono niente o quasi. Non interveniamo né vogliamo intervenire e, in realtà, non saremmo in grado di farlo. Sono tre, senza dubbio. Nel senso che si riconoscono facilmente come meli, dalle foglie e, in primavera, dai fiori. 

Ma non sappiamo altro. Li abbiamo sottoposti a un amico (con fotografie del frutto intero e diviso a metà, perché numero, forma e disposizione dei semi, sono fondamentali per un possibile riconoscimento) con la passione per i frutti antichi e un frutteto con tante varietà diverse di mele di cui sa praticamente tutto: nome, caratteristiche (colore, sapere, origine, ecc.). Ma non conosce le nostre mele. Anzi, ci ha fornito uno dei Quaderni Natura e Biodiversità pubblicati a cura dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Frutti dimenticati e biodiversità recuperata. Il germoplasma frutticolo e viticolo delle agricolture tradizionali italiane. Casi studio: Lazio e Abruzzo, Quaderno, 7,  2017. Lo abbiamo sfogliato attentamente, soffermandoci sulle numerose varietà presenti nel territorio abruzzese, in alcuni casi in un solo esemplare. Non abbiamo trovato corrispondenza.

I nostri tre meli, sicuramente tre varietà differenti, rimangono per ora senza identificazione. Li definiamo in base a un criterio tutto nostro: 

Il melo dalle meluzze rosse (si trova in giardino, in compagnia del noce, da molto prima che il giardino diventasse nostro).

Il primo melo di Enzo (che ce le ha regalato ormai quasi dieci anni fa)

Il secondo melo di Enzo (questo risale a circa cinque anni fa)

Le mele di ciascuno sono diverse per colore, forma, sapore.  Ognuna buona a modo suo. Perfette cotte al forno con giusto un filo di zucchero di canna (ma, in realtà, non serve). Tutte e tre le varietà maturano a ottobre, lentamente, e, opportunamente conservate, mantengono nel tempo. Se la produzione è abbondante, tra mele e noci, dimentichiamo di acquistare la frutta nel periodo invernale. Ma, naturalmente, questo capita solo se in primavera non gela, se non nevica fuori stagione, se piove con regolarità … Tutte cose di cui direttamente o indirettamente siamo responsabili. Le stesse cose che inducono ad acquistare nella grande distribuzione mele tutte uguali per forma colore e sapore, mele dal cui interno non si è mai affacciato un vermetto. Mele prefrabbricate, per il consumatore di oggi.

TESTO E FOTO: Rosa Rossi

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