Mangiare a colori, secondo Cake Party

L’intervento di Nausicaa Frusi, ossia Cake Party, dedicato ai colori naturali sulla nostra tavola, risale al marzo 2017. Ne è passato di tempo, segnato da momenti non sempre facili. Ma è sempre attuale. Anzi nella situazione che stiamo vivendo, è ancora più attuale. Per questo merita, a pieno titolo, uno spazio nel nuovo sito. Come se fosse stato appena scritto!

Il colore è fondamentale, da sempre, in moltissimi campi. E’ oggetto di ricerca, di studio, di applicazione. E’ un fatto culturale. Può contribuire a definire lo status sociale, tra affermazione e pregiudizi. E’ parte integrante della creatività. In una società come quella attuale, in cui l’apparire e l’apparenza svolgono un ruolo fondamentale, attorno al colore ruotano business e mode.

Il colore è ‘prima’ e ‘dopo’.

Il ‘prima’ è rappresentato dai colori (vegetali, minerali o animali) e dai processi di chimica naturale.

Il ‘dopo’ è la chimica di sintesi (dal XIX secolo) e tutti i processi per creare mille sfumature diverse in laboratorio da utilizzare in tutti i campi, dal settore tessile a quello alimentare. 

Anche il settore alimentare, certo, perché il colore è fondamentale nella gastronomia, dalla scelta degli ingredienti alla preparazione delle pietanze e fino alla loro presentazione in tavola. Nel panorama attuale, scegliere il colore naturale in cucina è una sfida per una miriade di motivi: 

  • i cibi cambiano colore con la cottura; alcuni colori naturali diventano grigi o sbiadiscono completamente;
  • la differente resa dei colori in relazione all’accostamento con cibi acidi o basici;
  • il tipo di conservazione;
  • in natura non esistono tutti i colori. Ad esempio, per ottenere un bel verde brillante in cottura bisognerebbe aggiungere succo di spinaci in grandi quantità … e in un dolce questo – ovviamente – non si può fare;
  • i colori dei cibi sono instabili e difficilmente riproducibili. Non c’è costanza in natura. Ci sono varietà e volubilità;
  • i colori naturali non sono brillanti come quelli che si ottengono dai preparati di sintesi ai quali il prodotto industriale ci ha abituato;
  • i colori naturali, inoltre, hanno un costo più elevato che porta alla riduzione del profitto.

Perciò, se un pasticcere decide di usare i colori naturali per tre torte da banco, si troverà a esporre tre torte diverse, con tre colori diversi e tre sapori differenti.

È un rischio che una pasticceria non può permettersi perché il costo della materia prima di alta qualità e fresco e quello di lavorazione sarà quadruplicato e il risultato non sarà all’altezza del pubblico abituato a vedere la qualità e la garanzia nell’uniformità di ciò che gli viene proposto.

La stessa cosa accade nell’ambito della moda dove il prodotto per quanto di alto livello è prodotto in serie. Eppure si è imposto sul lavoro sartoriale.Così un pasticcere, nel suo negozio, ha un cassetto con dentro i barattoli di colore. Apre quello che gli serve, pesca col cucchiaio e lo usa. Fine della storia.

Se si opta, come me, per usare i colori naturali, si deve andare al mercato, scegliere la frutta o la verdura, usarla in tempi brevi, lavarla, sbucciarla oppure essiccarla e frantumarla …

E’ un lavoro molto diverso, i costi sono differenti e può essere realizzato solo su ordinazione, per un pubblico che sceglie il prodotto con oculatezza e per l’occasione specifica che deve realizzare, rivolgendosi a chi – come Cake Party – può seguire tutta la filiera.

In questa realtà, piccola, gestita in proprio, sulla base di competenze gastronomiche e artistiche, si può affrontare il discorso del colore nelle preparazioni – dolci e / o salate – e sulla tavola.

Il mondo dei colori a tavola è un mondo pieno di appagamento e sensibilità, di dono al nostro corpo e alla nostra mente, un piacere che non è mero nutrimento.

Ed ecco allora qualche idea per usare i colori della natura anche nella nostra cucina quotidiana dove è possibile colorare la mensa con pochi accorgimenti e con l’uso oculato di ingredienti e abbinamenti. E allora, largo a salse bianche alle quali i mirtilli danno sfumature dal viola al lilla; largo a frappè di pesca e arancia, che paiono tramonti fra nuvole rosate … Ma anche a focacce nere come il carbone (ottenute appunto con il carbone vegetale, il caffè o il nero di seppia) su cui appoggiare una dip (salsa con prevalenza di vegetali tra gli ingredienti che devono essere almeno quattro) di avocado e lime, verdissima.

I colori ci coccolano a ogni morso, declinati in dolcezze suadenti o in gustosi piatti salati. Fanno allegria, come certe insalate di peperoni sgargianti tagliuzzati fra rossi pomodori e foglie di Soncino, dal lussureggiante verde scuro. Evocano viaggi ed esperienze, riportano alla memoria ricordi sopiti.

E allora, ancor più se avete un momento di spossatezza o vi sentite giù di corda, cospargete chicchi di mais lessati come perle dorate sui vostri cibi, spolverate di curcuma, di prezzemolo, date un tocco di vivacità al vostro pasto … Che sia una colazione o una cena, una merenda o un pranzo, basta davvero poco a rendere un desco accattivante, anche quello approntato col menu più semplice.

Ad esempio, sta arrivando la primavera? Un ottimo frullato di frutta di stagione aiuta ad affrontare questo passaggio, apportando vitamine e preziosi nutrienti.

Non sempre i frullati hanno un aspetto invitante. Un ottimo consiglio è quello di aggiungere qualche frutto o verdura ad alto potere colorante (mirtillo, carota, barbabietola lessa, lampone, arance rosse, …) e un rametto di menta oppure dei fiori eduli, da adagiare sulla superficie della bevanda e da mangiare con l’ultimo sorso del vostro corroborante concentrato di bontà!

Sono i piccoli gesti che rendono speciali i momenti che viviamo. Coloriamoli tutti!

TESTO E FOTO: CAKE PARTY

Leggendo Paul Ginsborg, La democrazia che non c’è, Einaudi 2006 

(Paul Ginsborg, Democracy. Crisis and Renewal, Profile Books 2008)  DEDICA A David, quattordicenne, che esige la democrazia in famiglia (e a chi ha il desiderio di approfondire il presente a partire dal passato) (e ai miei nipoti – miei e di tutti i nonni preoccupati per il futuro dell’umanità – perché imparino a guardare il mondo in cui…

Tra libro e stagno. Avventure estive

Finite le scuole, le giornate si dilatano. Per bambini che vivono in paese, il mondo è circoscritto ma non ha limiti. Le scorribande in bicicletta sono all’ordine del giorno. Il punto di incontro, solitamente, è il campo sportivo. Poi, ci sono i vicoli da riscoprire, il campo giochi, le disavventure, il salvataggio di gattini, la…

Una bambina racconta: 1960, dall’Abruzzo in Australia. E ritorno

Vasto (CH), inizio di ottobre, anno 1960 Una mamma con le sue due figlie prende la corriera diretta a Brindisi. A Brindisi si imbarcano sulla nave che le porta in Australia. Il marito è partito a febbraio. Le aspetta a Sydney. Nell’ultima lettera che ha scritto alla moglie si è raccomandato di acquistare i cappelli…

Leggendo Tommaso Fiore, Un popolo di formiche, Laterza 1951, 1978

… iniziato subito dopo aver terminato Rémi Chauvin, Il mondo delle formiche. Un universo fantascientifico, 1969, Feltrinelli 1976 (dal quale si ricavano alcune indicazioni bibliografiche preziose1 e una digressione didattica altrettanto preziosa2, collocate in nota per comodità), Un popolo di formiche scritto da Tommaso Fiore3 è dedicato a Piero Gobetti3 (1901 – 1926) e Guido Dorso4 (1892 – 1947). La contiguità tra la lettura…

“Una goccia di luna tra l’erba” … (Jules Renard, Storie naturali, Elliot 2013)

In un periodo di letture ‘serie’ – che, in realtà, sono ri-letture di tragedie greche motivate dagli ultimi ‘strascichi’ del lavoro di tutta una vita – sono riuscita a inserire, un po’ di soppiatto, un titolo recentissimo e un titolo decisamente datato, recuperato insieme ad altri nella mia libreria di fiducia, specializzata anche nel settore dell’usato. …

Gli insetti gregari e i tre requisiti dell’insegnamento

Terra insecta. l titolo, indubbiamente, colpisce. Sembra immediato. In realtà è problematico, per vari motivi. Insecta1 è un termine latino. Terra è un termine latino, divenuto italiano. Abbinati, costituiscono un asindeto che, reso in italiano, è molto meno efficace (‘La terra gli insetti’). Per curiosità, risalgo all’originale norvegese: Insektenes planet, ossia Il pianeta degli insetti. Il sottotitolo italiano – Il mondo immenso raccontato dalle…

Puoi contattarmi via Facebook e Instagram e Pinterest

Lascia un commento