Tra campi e cucina: pasta al pesto di fiori di calendula

Un campo incolto, un ‘giardino disordinato’ (ossia, libero di lasciarsi invadere dalle ‘erbacce’ o ‘vagabonde’), un terreno abbandonato, le aree limitrofe delle abitazioni rurali: sono questi gli habitat ideali per la calendula (calendula arvensis), un pianta che, tra le tante sue proprietà, è anche ottima per il terreno in quanto funge da concime naturale sia per l’azione delle sue radici in profondità sia alla fine del suo ciclo vitale.

Fiorisce dalla primavera all’autunno e, se la stagione è mite, anche in inverno, ricoprendo il terreno delle sue ramificazioni e illuminando la distesa verde di rami e foglie con i suoi fiorellini giallo/aranciato. Proprio a queste fioriture ripetute durante l’anno, deve il nome di calendula, derivato dal latino calendae, il nome che indica il primo giorno di ogni mese. 

Chiunque abbia a disposizione un terreno del genere, in Europa, centrale e meridionale, e in tutti i paesi del Mediterraneo, può approfittarne ampiamente in cucina: le foglie nelle insalate di campo e i boccioli, raccolti presto quando non sono ancora completamente aperti, come ingrediente di un magnifico pesto, dal colore invitante e dal sapore ‘profumato’. 

Ingredienti (per due persone)

200 gr di pasta corta (grano duro, mais o farro)

½ tazza di ricotta di mucca 

una manciata di mandorle sgusciate

un mazzetto di barba di finocchio coltivato (o selvatico, per un sapore un po’ più forte)

una tazza di fiori di calendula 

olio evo

sale qb

Procedimento 

  • frullare la barba di finocchio, le mandorle, i fiori di calendula (lasciandone un po’ da parte come guarnizione), con l’aggiunta di olio evo e un pizzico di sale, fino a raggiungere la consistenza di una crema;
  • cuocere la pasta in acqua salata;
  • mescolare in una terrina la ricotta con un po’ dell’acqua di cottura della pasta, un filo d’olio evo e la crema ottenuta con il frullatore;
  • scolare la pasta e mescolarla al composto ottenuto con la ricotta e il pesto;
  • guarnirla con i fiorellini rimasti.

Varianti

  1. Le mandorle possono essere sostituite con semi di girasole, quando sono ancora bianchi, privati della buccia.
  2. La ricotta di mucca può essere sostituita da ricotta di soia, per un piatto 100% vegano.

TESTO: Roberta Rossini

www.ortodiroberta.altervista.org

roberta.rossini@hotmail.com

FOTO: Elia Palange

Tra libro e stagno. Avventure estive

PREMESSA Questo breve scritto risale al luglio del 2021 ed è ambientato a Navelli (AQ). I protagonisti avevano finito la prima media e, secondo un copione scontato, tutto quello che avevano scoperto e messo a frutto era dovuto esclusivamente alla loro curiosità. Per questo hanno letto e apprezzato Calpurnia: su ranocchie e girini avevano capito…

La metamorfosi di un cesto

(originariamente pubblicato il il 20 maggio 2020) È un periodo difficile. Per tutti. Per alcuni, un po’ di più. Ad esempio, per gli artigiani.  Non è facile lavorare per chi lavora in modo autonomo, realizzando manufatti di ottima qualità, sapendo che ancora per qualche tempo i canali dove mostrare e vendere i propri manufatti rimarranno…

Una pianta velenosa? Non per gli insetti!

Originariamente pubblicato il 6 maggio 2021 In questa seconda primavera anomala, capita di scoprire strani effetti collaterali nell’ambiente. L’anomalia è dovuta alla pandemia ancora in atto e al clima mutevole. Gli effetti collaterali (sulla vegetazione e sul paesaggio) sono il risultato dell’anomalia. Le persone hanno circolato e circolano di meno e hanno usato e usano…

Sul filo dei ricordi

In ogni stanza esiste almeno un angolo ‘morto’. Di solito è il retro della porta. Se il retro della porta è ‘corredato’ anche dal termosifone, la situazione si complica. Se poi, ogni mattina al risveglio, l’occhio cade proprio su quest’angolo, la situazione diventa insostenibile. Per la verità, se la porta è aperta, vedo anche il…

Questione di fiumi (in margine alla lettura di Ngugi Wa Thiong’o, Nella casa dell’interprete, Jaka Book 2019)

A mo’ di giustificazione: quella che segue non è una recensione né potrebbe esserlo. È, piuttosto, un promemoria. La sua genesi affonda in questioni ‘ataviche’: l’abitudine acquisita nel corso di decenni a preparare i materiali per le lezioni su testi di autori antichi, In lingua o in traduzione; la ricerca di materiali di lettura tratti…

Leggendo Eliane Brum, Banzeiro òkòtó. Uma viagem à Amazônia Centro do Mundo, 2021

Una piccola sezione della biblioteca familiare è costituita da un centinaio di libri in lingua portoghese. Sono il risultato degli acquisti – prevalentemente in una libreria dell’usato nel quartiere dove abbiamo abitato per un anno, alla periferia di Campinas (Estado de São Paulo) – durante i periodi trascorsi in Brasile per motivi di lavoro tra…

Puoi contattarmi via Facebook e Instagram e Pinterest

Lascia un commento