Tempo fa, mentre sfogliavo alcuni libri molto datati, senza ricordarne la provenienza, ho trovato, in uno di questi libri, una dedica dell’autore a mio nonno, Filippo Petroselli (1886-1975).
Il titolo del libro con dedica è Cose dell’altro mondo edito da Saggi ’66, Editoriale il Borgo, Bologna, nel 1967.
L’autore è Alberto Bizzarri. Dal contenuto del suo Cose dell’altro mondo traggo la conclusione che sia stato un medico e/o biologo, come parrebbe confermare un altro suo titolo (La vita come integrazione ed espansione. Saggio schematico di una biologia evolutiva, Cappelli, Bologna 1937).
La prefazione, a firma Beppino Disertori (Università di Padova / Istituto Universitario di Trento), illumina sui contenuti del testo, fornendo conferme e approfondimenti sulle opere e gli studi dell’autore.
Una veloce ricerca mi porta a inquadrare la figura di Beppino Disertori (1907-1992), psichiatra (ma anche filosofo e molto altro), come medico e psichiatra era mio nonno, più anziano di circa venti anni.
È la chiave per capire il motivo dell’omaggio fatto da Alberto Bizzarri a Filippo Petroselli: comunanza di interessi non solo scientifici ma anche umani, in una triangolazione ideale, tra Torino, Trento e Viterbo, fatta di scambi di missive e di libri.
Una volta definita la situazione nelle linee generali, non ho saputo resistere e ho proseguito la ricerca, mettendomi in contatto con la Fondazione Museo storico del Trentino che conserva gli scritti di Beppino Disertori per avere informazioni sulla corrispondenza tra Bizzarri e Disertori, sulla possibilità di consultarla e, più in generale, sulle sue opere. Da questa prima informazione, sono risalita all’Accademia roveretana degli Agiati che ha pubblicato nel tempo gli scritti di Beppino Disertori. Ho chiesto informazioni, per avere chiarimenti sulla reperibilità degli scritti.
La risposta è arrivata in tempi rapidi dalla responsabile, con informazioni circostanziate su tutte le questioni, corredata da una selezione della corrispondenza tra Bizzarri e Disertori (completa della dicitura da utilizzare in caso di eventuale pubblicazione), dall’indicazione di alcuni testi di Beppino Disertori, in collaborazione con Marcella Piazza (sulla quale al momento non ho trovato altre informazioni), da consultare e scaricare on line e dalle indicazioni per avere copia delle opere più ampie, tra le quali Il messaggio del Timeo con una piccola cifra per il lavoro di scannerizzazione. Non ho resistito – inevitabilmente – alla tentazione di avere a disposizione il dialogo platonico commentato e ho avuto la possibilità di leggere una serie di testi di grande interesse storico/sociale:
Beppino Disertori, Perturbamenti morbosi nell’evoluzione dell’umanità. Furor razzistico, nazionalistico, ideologico e nevrotizzazione della società moderna, prolusione all’Accademia Roveretana degli Agiati in occasione del 217° Anno Accademico, 1966 (https://media.agiati.org/page/attachments/agiati-atti-b-1966-b.disertori-p.5.pdf)
Beppino Disertori – Marcella Piazza, Profilo patobiografico di Benito Mussolini, Atti Accademia degli Agiati, Trento 1985 (https://www.google.com/search?client=safari&rls=en&q=Beppino+Disertori+%E2%80%93+Marcella+Piazza%2C+Profilo+patobiografico+di+Benito+Mussolini&ie=UTF-8&oe=UTF-8)
Beppino Disertori – Marcella Piazza, I casi clinici (Hitler – Stalin), Atti Accademia degli Agiati, Trento 1975 https://media.agiati.org/page/attachments/agiati-atti-b-1974-1975-b.disertori-m.piazza-p.129.pdf
Ho scoperto solo in questi giorni il primo in ordine cronologico. Lo sto leggendo, non senza un profondo senso di angoscia, quasi che l’evolversi della situazione a livello mondiale fosse già scritta. Non è uno scritto facile. Tuttavia, a distanza di quasi sessanta anni dalla sua pubblicazione, nell’attuale situazione, ritengo che lo sforzo di leggerlo valga la pena, che la sua comprensione, seppure parziale, potrebbe contribuire ad una maggiore consapevolezza di come stiamo diventando e che diffonderne la conoscenza sia, prima di tutto, un dovere civico.
Perché abbiamo un disperato bisogno di tornare ad essere umani.

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