Appunti di lettura: Noam Chomsky, Bagno di sangue, con Edward S. Herman, Il formichiere, Milano 1975

Premessa per il lettore che dovesse imbattersi incautamente in questi appunti. Il libro è stato recuperato in uno dei tanti luoghi dove si vendono libri usati (bancarelle, librerie dell’usato, librerie in fase di svendita per imminente chiusura, ecc.). Il contenuto è relativo alla situazione internazionale nel 1975 e, di conseguenza, è un testo datato e, dunque, potrebbe essere considerato inutile. In realtà, delineando la situazione politica, economica e diplomatica in luoghi diversi, a ridosso o contemporaneamente a vicende in atto e focalizzando l’attenzione su questioni di grande complessità, Leggerlo significa ricostruire un passato ancora recente, dinamiche internazionali ancora attive, sopite o modificate e dotarsi di strumenti atti comprendere il presente.

Volutamente, è rimasto in forma di appunti perché – con i suoi contenuti – è parte integrante di una storia in fieri e, dunque, di un presente estremamente complesso che affonda le sue radici nel passato.

Descrizione: all’interno c’è ancora la fascetta che lo accompagnava con la scritta “IL LIBRO PROIBITO NEGLI USA” e un articolo accuratamente ripiegato intitolato “La teoria imperialista del “bagno di sangue” e sottotitolato: “Dei massacri più gravi avvenuti dopo la guerra mondiale è stata ‘istigatrice e amministratrice’ la leadership USA – ‘Diabolici’ quelli inventati e attribuiti al nemico, ‘costruttivi’ quelli commessi a sostegno della politica statunitense – i due milioni di di vietnamiti e i 700.000 cambogiani morti per mano americana”. L’articolo, pubblicato su L’Unità, risale a lunedì 8 settembre 1975 ed è firmato da Emilio Sarzi Amadè. 

In generale, quando, rovistando tra le bancarelle o nelle libreria dell’usato, un libro contiene appunti, dediche, materiale vario, acquista interesse. Vuol dire che, a suo tempo, è stato scelto di proposito perché il soggetto interessava l’acquirente che, di conseguenza, lo ha letto o, forse, regalato ad una persona che sicuramente lo avrebbe letto.

L’argomento non è facile, Anzi decisamente spinoso. Lo era, con ogni probabilità, già ai tempi della sua pubblicazione e, per quanto possa sembrare incredibile, lo è anche oggi. Forse anche più di ieri. Al punto che leggerlo significa informarsi e chiarirsi le idee su quel che sta avvenendo nel mondo a distanza di 50 anni dai fatti presi in considerazione nel testo di Noam Chomsky e Edward S. Herman.

Cosa contiene?

Nota dell’editore in cui si chiarisce come, nel1973, il libro, pronto per andare in stampa venne bloccato da un dirigente della casa editrice Warner Publishing e, alle proteste dell’autore, riproposto a condizione di essere pubblicato in concomitanza con un testo di Ithiel Pool, sostenitore dell’intervento americano in Asia. Il diniego di Chomsky portò alla chiusura della casa editrice. Bagno di sangue venne pubblicato in Francia l’anno successivo.

Presentazione Arcipelago Bloodbath (settembre 1974) di Jean Pierre Faye, 

In cui l’autore esamina il contenuto del volume anche in relazione alla situazione sovietica oggetto di Aleksandr Isaevič SolženicynArcipelago Gulag, Mondadori, 1974-78, non limitandosi alla descrizione ma indagando a fondo il processo che ha reso possibile le innumerevoli atrocità che hanno costellato il XX secolo e che, alla luce degli avvenimenti attuali, hanno urgente bisogno di aggiornamenti:

“… Vasto è l’Arcipelago Gulag. Più vasto ancora, stavolta a livello mondiale, l’Arcipelago Bloodbath. Il modo di morire, i mezzi che portano dalla vita alla morte non sono affatto meno crudeli di quelli dell’arcipelago staliniano, ottenuti anch’essi da feconde combinazioni tra la modernità delle tecniche e le primitive feroci. Il numero dei morti di morte violenta può essere definito nell’ordine di centinaia di migliaia e, a partire dall’Indonesia e dal Vietnam, nell’ordine di milioni. Le narrazioni future della storia potranno confrontare le stime. Ma non è questo ancora il punto essenziale. L’argomento centrale e il processo dell’accettabilità”. 

Per comprendere come l’argomento non si esaurisca con i casi esaminati, si riporta la frase finale della presentazione:

“Precisiamo un punto, che sottolinea la forza della predizione: questo libro fu portato a termine tre mesi prima dello scatenarsi del bagno di sangue cileno – prima del “settembre nero” dell’anno 1973”.

(Sarebbe interessante indagare sulla presenza, nelle varie piattaforme televisive, di un film di denuncia della vicenda cilena: Missing – Scomparso (1982) diretto da Costa-Gravas e tratto da Thomas Hauser, The Execution of Charles Horman: an American Sacrifice, 1978 e 1982 con lo stesso titolo del film, in cui la scomparsa del giornalista statunitense Charles Horman, avvenuta in Cile nel settembre 1973 durante il golpe guidato dal generale Augusto Pinochet, diviene l’occasione per denunciare il coinvolgimento degli Usa nel massacro cileno).

Difficilissimo, se non impossibile, trovarlo.

Prefazione all’edizione americana di Richard A. Falk, professore di diritto internazionale all’Università di Princeton e relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967, in cui analizza e chiarisce le menzogne che caratterizzano la politica estera americana in tutti gli ambiti dell’intervento degli USA nel mondo, con particolare riferimento alla presidenza Nixon, chiarendone modalità e meccanismi (menzogne, segreti, inganni, ecc.) volti a “invertire l’identità del criminale e della vittima nel Vietnam e anche caratteristico del modello di base dell’impegno americano in tutti i paesi del terzo mondo e ha la stessa funzione nei rapporti del governo con le minoranze etniche degli Stati Uniti …” … modalità e meccanismi drammaticamente ben presenti nella vicende storiche attuali. Ciò che, di per sé, giustifica la ricerca e la lettura di un libro tanto datato (1973).

Introduzione al testo degli autori, Noam Chomsky e Edward S. Herman, in cui, a partire dalla definizione di ‘bagno di sangue’ come “… espressione familiare agli americani. Di solito il termine viene usato per indicare presunti atti di violenza e di terrore del nemico – passati presenti e in prospettiva (nel caso che i nostri non siano riusciti o non riescano a vincere) contro popolazioni inermi” gli autori esemplificano la situazione con dovizia di informazioni e note, a partire dalla situazione in Cambogia (1970), per dimostrare come “Questi mitici o quasi mitici bagni di sangue sono egregiamente serviti come pubblicità per la mobilitazione dell’opinione pubblica a favore dell’intervento americano in altri paesi …”. Manipolando adeguatamente le informazioni, la “leadership degli Stati Uniti, Grazie alla posizione dominante e agli sforzi controrivoluzionari al largo raggio, è stata l’unica e la più importante istigatrice, amministratrice e sostenitrice morale e materiale dei più gravi bagni di sangue negli anni dalla seconda guerra mondiale a oggi (1975, ndr.).

I casi presi in esame e analizzati:

Parte prima. Bagni di sangue benigni e costruttivi

Disfacimento post-coloniale e terrore controrivoluzionario

La Thailandia, una solida base corrotta

La ripacificazione nelle Filippine

Parte seconda. Bagni di sangue costruttivi nel Vietnam

Bagni di sangue francesi e diemisti (Ngô Đình Diệm, il primo presidente autonominatosi della Repubblica del Vietnam del Sud dal 1955 al 1963).

L’assalto globale degli USA come principale bagno di sangue

Tre forme costruttive a titolo esemplificativo

Parte terza. Bagni di sangue nefasti e mitici

Terrore rivoluzionario nella teoria e nella pratica. 

Bagni di sangue mitici nel Vietnam

Parte quarta. L’accelerazione dei bagni di sangue nel Vietnam del Sud

La stato poliziesco di Thieu

Appendice. Indocina: la provincia di Quang Ngai cinque mesi dopo gli acccordi di pace

Documenti. L’affare Colby: dal Phoenix al Cile

LETTURE DI SUPPORTO

Beppino Disertori, Perturbamenti morbosi nell’evoluzione dell’umanità. Furor razzistico, nazionalistico, ideologico e nevrotizzazione della società moderna, prolusione all’Accademia Roveretana degli Agiati in occasione del 217° Anno Accademico, 1966

Beppino Disertori – Marcella Piazza, I casi clinici (Hitler – Stalin), Atti Accademia degli Agiati, Trento 1975 

Beppino Disertori – Marcella Piazza, Profilo patobiografico di Benito Mussolini, Atti Accademia degli Agiati, Trento 1985

Rosa Rossi, Patologie mentali individuali e collettive (appunti sui testi di Beppino Disertori)

Altri titoli degli stessi autore da recuperare e leggere:

Noam Chomsky, Conoscenza e libertà, Torino, Einaudi, 1973; poi Conoscenza e libertà. Interpretare e cambiare il mondo, Il Saggiatore 2010

Noam Chomsky, Il potere dei media. Con il saggio Fascismo strisciante, Firenze, Vallecchi, 1994

Noam Chomsky, Il club dei ricchi. Interviste ed interventi sul mondo unipolare e lo svuotamento delle istituzioni democratiche, Roma, Gamberetti, 1996

Noam Chomsky, La fabbrica del consenso: l’economia politica dei mass media, Milano, Marco Tropea Editore, 1998; La fabbrica del consenso, con Edward S. Herman, Milano, Il Saggiatore, 2014

Jean-Pierre Faye, Introductions aux langages totalitaires: Theorie et Transformations du Recit, LGF 2003, 2009

Edward S. Herman, Counter-Revolutionary Violence – Bloodbaths in Fact & Propaganda (con Noam Chomsky), 1973

Edward S. Herman, Psicologia e ideologia, in Crimini di pace. Ricerche sugli intellettuali e sui tecnici come addetti all’oppressione, Torino, Einaudi

Jean-Pierre Faye, Le Siècle des idéologies. Ágora, 2002

Edward S. Herman e Noam Chomsky, Dictionnaire politique portatif en cinq mots: démagogie, terreur, tolérance, répression, violence. Essai de philosophie politique. Gallimard, 1982.

Titoli variamente collegati a Bagno di sangue per gli argomenti che trattano/narrano:

Dee Brown, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, Mondadori 1970

Dee Brown, Un fischio nella prateria, Mondadori 1970

Tzvetan Todorov, Il nuovo disordine mondiale. Le riflessioni di un cittadino europeo, Milano, Garzanti, 2003

Tzvetan Todorov, La paura dei barbari. Oltre lo scontro delle civiltà, Milano, Garzanti, 2009

Tzvetan Todorov, La conquista dell’America. Il problema dell’«altro», 2014 

Paul Auster (fotografie Spencer Ostrander), Una nazione bagnata di sangue, Einaudi 2024 

Storia dell’oggi. Paesi protagonisti questioni, allegati al quotidiano L’Unità a partire dal 15 aprile 1991; fascicoli posseduti: 1. ISLAM a c. di Giacomo E. Carretto, 2. CURDI a c. di Mirella Galletti, 3. IRAQ, a c. di Claudio Lo Jacono, 4. SUDAFRICA a c. di Marcella Emiliani, 5. BALTICI a c. di Pietro U. Dini, 6. GERMANIA a c. di Antonio Missiroli – Massimo Ghiara, 7. MESSICO a cura di José Luis Rhi Sausi, 8. GHEDDAFI a c. di Arminio Savioli, 9. IRAN a c. di Giorgio Vercellin, 10. ARABIA SAUDITA a c. di Angelo Scarabel, 13. EGITTO a c. di  Arminio Savioli, 14. DENG a c. di Lina Tamburrino, 15. IUGOSLAVIA a c. di Stefano Bianchini e Francesco Privitera, !6. PALESTINA a c. di Giancarlo Lannuti, 17. AFGHANISTAN a c. di Giorgio Vercellin, 20. AMAZZONIA a c. di Giancarlo Summa, 21. CORNO D’AFRICA a c. di Cristina Ercolessi, 22. MIGRAZIONI a c. di Corrado Bonifazi – Maura Misiti – Alessandra Righi, 24. PETROLIO a c. di Pier Giovanni Donini, 25. LIBANO a c. di Giancarlo Lannutti, 26. ARMAMENTI a c. di Gianluca Devoto – Paolo Farinella, 27. EPIDEMIE a c. di Stefano Gagliano, 29. CAMBOGIA a c. di Massimo Loche, 30. CUBA a c. di Antonio Annino, 31. FAME NEL MONDO a c. di Franco Borelli, 32. CILE a c. di Guido Vicario, 34. ALGERIA a c. di Anna Bozzo, 35. ISRAELE a c. di Arminio Savioli, 36 BUSH a c. di SERGIO FABBRINI, 37. MAROCCO a c. di Luciano Ardesi, 38. TURCHIA a c. di Giacomo E. Carretto

NOTA

Bagno di sangue” è stato pubblicato nell’ottobre del 1975. Chi scrive si era laureato il 5 luglio con una tesi in letteratura greca alla Sapienza di Roma con il Prof. Luigi Enrico Rossi, con il supporto delle lezioni di filologia classica del Prof. Scevola Mariotti. Era stata in qualche modo una scelta obbligata. Allora, essere donna significava ancora avere il destino segnato (moglie e madre), lo studio era già un’anomalia. Nel momento della scelta l’idea di affrontare discipline scientifiche venne osteggiata in casa. Così proseguì gli studi nel campo che le era stato più congeniale, grazie agli unici due professori che erano stati capaci di comunicare qualcosa, oltre alla mera nozione (e, spesso, neppure quella): Raimondo Pesaresi ed Emidio Panichi, la cui cultura si affidava a metodi tradizionali, capaci tuttavia di trasmettere il senso di quel che gli antichi ci hanno trasmesso.

Sugli altri è doveroso stendere un pietoso velo. 

Il risultato è stato una vita di insegnamento (oltre che, felicemente, di madre, moglie e nonna), cercando di trasmettere i valori della società repubblicana e democratica a partire dai testi classici. Della storia recente nessun cenno nei tredici anni di scuole, dalle elementari al liceo. Di metodi educativi nessun cenno e nessuna necessità da parte delle istituzioni nel lungo percorso di precariato tra supplenze e concorsi. La consapevolezza dell’importanza della scuola, dell’insegnamento, del metodo, fondata – oltre che sull’ostinazione – sulla convinzione che si potesse fare meglio, ricercata sui libri e sulle esperienze del Movimento di cooperazione educativa, le uniche che in quegli anni parlavano della necessità di adeguare metodi, struttura e contenuti alla realtà di un paese repubblicano nato dalla Costituzione, e su alcuni libri ‘fondanti’ (a titolo esemplificativo: Augusto Monti, I miei conti con la scuola, 1965 Einaudi). Un percorso complicato, affrontato senza strumenti istituzionali e con la consapevolezza di andare in ‘direzione ostinata e contraria’ rispetto a un padre che avrebbe voluto come primo figlio un maschio e come figlia una ragazzina docile, sottomessa e allineata al suo pensiero. 

Nel non corrispondere al modello auspicato, ha affrontato il ’68, le manifestazioni contro gli avvenimenti internazionali (Vietnam, Cile …), ha letto libri, visto film e partecipato alla vita politica, ha formato una famiglia e vissuto nel modo più vicino possibile agli ideali di crescita democratica. Oggi, costretta ad ammettere che quegli ideali sono stati prevaricati dalle leggi del mercato e, di conseguenza, dall’egoismo, dal menefreghismo, dall’accettazione della legge del più forte, continua a fare il possibile – con le forze ridotte dall’età e dagli acciacchi – perché questo periodo di oscurantismo all’insegna del tutto e subito, del divertimento e del consumo a tutti i costi, dimenticando l’umanità e il rispetto, non prenda il sopravvento. Recuperare libri non letti allora e scriverne è parte di questa lotta, ancora una volta ‘in direzione ostinata e contraria’ rispetto alla (in)cultura corrente. Bagno di sangue fa parte di questa missione. Nonostante tutto, crede che valga la pena leggerlo, ponderarlo e rendere pubblici gli appunti come promemoria per ulteriori approfondimenti. Una goccia in un mare. Ma è una goccia che può diffondere un briciolo di consapevolezza in questo nostro mondo impazzito.

Un pensiero su “Appunti di lettura: Noam Chomsky, Bagno di sangue, con Edward S. Herman, Il formichiere, Milano 1975

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