
Il nome è frutto di una lunga riflessione. Racconti artigiani è quello che meglio esprime l’idea di indagare, ‘ri’scoprire, praticare e raccontare i lavori manuali sostenibili – vere e proprie Arti e Mestieri – da un osservatorio un po’ speciale: Navelli, un borgo arroccato su un colle appenninico, alle falde del Gran Sasso, sede da centinaia di anni della coltivazione dello zafferano e possibile ‘modello’ per un viaggio sostenibile.
Il desiderio di indagare, riscoprire, praticare mi accompagna da quando bambina ho imparato accanto alla nonna a lavorare a maglia e all’uncinetto, a dare i primi incerti punti di ricamo e, sempre accanto alla nonna, a raccogliere le erbe di campo nella campagna dove trascorrevo intere estati.
È lo stesso desiderio che mi fa conservare tutto: vecchi maglioni, scampoli di tessuto, i calzerotti di lana realizzati dalla nonna, gomitoli e bottoni. C’è sempre modo di utilizzarli o recuperarli in qualche modo.
Il desiderio di conservare tutto va pericolosamente d’accordo con la tendenza a collezionare oggetti e libri vecchi. Insomma, un patrimonio di cose, che con ogni probabilità, molti butterebbero nella spazzatura senza troppo pensarci (e, fino a qualche tempo fa, senza neppure preoccuparsi di differenziare i materiali). E i libri vecchi dicono molto, indipendentemente dalla qualità letteraria.
Con il passare degli anni, queste passioni – accantonate per lo più negli anni in cui gli impegni di lavoro hanno catturato tutto il tempo a disposizione – si sono coniugate con la passione per lettura e scrittura, imprescindibili per il lavoro.
Nel frattempo è divenuto sempre più evidente che le attività manuali, dimenticate per l’imperante spinta del mercato a consumare prodotti confezionati, realizzati chissà da chi, chissà come e, soprattutto, in chissà quali condizioni di lavoro (tutte questioni che sfuggono ai più!), hanno assoluto bisogno di essere rivalutate, in tutti i settori.
Così ho gradualmente accostato alla scrittura dedicata ai testi classici, l’indagine sulle attività artigianali, cercando di investigarle da vicino, di dare visibilità a tecniche, mestieri, materiali nuovi e di recupero. Sono entrata, in punta di piedi, nel mondo della tessitura, della tintura, della stampa con materiali vegetali. Mi piace porre alla ribalta la profonda connessione tra attività apparentemente diverse. Se uso la lana, so da quali greggi arriva. Se compro un tessuto, lo scelgo di origine vegetale o di recupero. Privilegio verdure di provenienza locale. Per quanto possibile, cerco di ricostruire la filiera di ciò che uso. Penso che le botteghe artigiane siano una grande realtà la cui scomparsa rappresenta un danno inestimabile per la società.
Racconti Artigiani è il luogo virtuale dove confluisce il piacere di raccontare le ‘erbacce’ del giardino, gli alberi in cui mi imbatto durante le passeggiate, gli esperimenti di tintura o di stampa con materiali vegetali, le esperienze di artisti e artigiani con cui mi capita di entrare in contatto.
Non significa che non mi occupo più di libri. Anzi, i libri sono aumentati. Il ventaglio di letture si è ampliato con l’ampliarsi dell’interesse per queste tematiche. Semplicemente gli scritti dedicati ai libri, hanno trovato un altro spazio dove, chi ne ha voglia, li può leggere: Il blog dei blog, Informazione e democrazia.
Leggendo Paul Ginsborg, La democrazia che non c’è, Einaudi 2006
(Paul Ginsborg, Democracy. Crisis and Renewal, Profile Books 2008) DEDICA A David, quattordicenne, che esige la democrazia in famiglia (e a chi ha il desiderio di approfondire il presente a partire dal passato) (e ai miei nipoti – miei e di tutti i nonni preoccupati per il futuro dell’umanità – perché imparino a guardare il mondo in cui…
Tra libro e stagno. Avventure estive
Finite le scuole, le giornate si dilatano. Per bambini che vivono in paese, il mondo è circoscritto ma non ha limiti. Le scorribande in bicicletta sono all’ordine del giorno. Il punto di incontro, solitamente, è il campo sportivo. Poi, ci sono i vicoli da riscoprire, il campo giochi, le disavventure, il salvataggio di gattini, la…
Una bambina racconta: 1960, dall’Abruzzo in Australia. E ritorno
Vasto (CH), inizio di ottobre, anno 1960 Una mamma con le sue due figlie prende la corriera diretta a Brindisi. A Brindisi si imbarcano sulla nave che le porta in Australia. Il marito è partito a febbraio. Le aspetta a Sydney. Nell’ultima lettera che ha scritto alla moglie si è raccomandato di acquistare i cappelli…
Leggendo Tommaso Fiore, Un popolo di formiche, Laterza 1951, 1978
… iniziato subito dopo aver terminato Rémi Chauvin, Il mondo delle formiche. Un universo fantascientifico, 1969, Feltrinelli 1976 (dal quale si ricavano alcune indicazioni bibliografiche preziose1 e una digressione didattica altrettanto preziosa2, collocate in nota per comodità), Un popolo di formiche scritto da Tommaso Fiore3 è dedicato a Piero Gobetti3 (1901 – 1926) e Guido Dorso4 (1892 – 1947). La contiguità tra la lettura…
“Una goccia di luna tra l’erba” … (Jules Renard, Storie naturali, Elliot 2013)
In un periodo di letture ‘serie’ – che, in realtà, sono ri-letture di tragedie greche motivate dagli ultimi ‘strascichi’ del lavoro di tutta una vita – sono riuscita a inserire, un po’ di soppiatto, un titolo recentissimo e un titolo decisamente datato, recuperato insieme ad altri nella mia libreria di fiducia, specializzata anche nel settore dell’usato. …
Gli insetti gregari e i tre requisiti dell’insegnamento
Terra insecta. l titolo, indubbiamente, colpisce. Sembra immediato. In realtà è problematico, per vari motivi. Insecta1 è un termine latino. Terra è un termine latino, divenuto italiano. Abbinati, costituiscono un asindeto che, reso in italiano, è molto meno efficace (‘La terra gli insetti’). Per curiosità, risalgo all’originale norvegese: Insektenes planet, ossia Il pianeta degli insetti. Il sottotitolo italiano – Il mondo immenso raccontato dalle…
TESTO E FOTO: Rosa Rossi







Salve, bella pagina e bella storia. Amo da sempre lavorare con le mani…e scrivere, due cose che spesso camminano insieme. Mi piace cucire a mano, lo trovo molto rilassante; lavoro solo con materiale riciclato e solo di lino, cotone e seta. Sono una artigiana caotica, di conseguenza, passo dal libro di stoffa ai collage di stoffa, che diventano tappeti o quadri. Un caro saluto.
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