Tra campi e cucina: pasta al pesto di fiori di calendula

Un campo incolto, un ‘giardino disordinato’ (ossia, libero di lasciarsi invadere dalle ‘erbacce’ o ‘vagabonde’), un terreno abbandonato, le aree limitrofe delle abitazioni rurali: sono questi gli habitat ideali per la calendula (calendula arvensis), un pianta che, tra le tante sue proprietà, è anche ottima per il terreno in quanto funge da concime naturale sia per l’azione delle sue radici in profondità sia alla fine del suo ciclo vitale.

Fiorisce dalla primavera all’autunno e, se la stagione è mite, anche in inverno, ricoprendo il terreno delle sue ramificazioni e illuminando la distesa verde di rami e foglie con i suoi fiorellini giallo/aranciato. Proprio a queste fioriture ripetute durante l’anno, deve il nome di calendula, derivato dal latino calendae, il nome che indica il primo giorno di ogni mese. 

Chiunque abbia a disposizione un terreno del genere, in Europa, centrale e meridionale, e in tutti i paesi del Mediterraneo, può approfittarne ampiamente in cucina: le foglie nelle insalate di campo e i boccioli, raccolti presto quando non sono ancora completamente aperti, come ingrediente di un magnifico pesto, dal colore invitante e dal sapore ‘profumato’. 

Ingredienti (per due persone)

200 gr di pasta corta (grano duro, mais o farro)

½ tazza di ricotta di mucca 

una manciata di mandorle sgusciate

un mazzetto di barba di finocchio coltivato (o selvatico, per un sapore un po’ più forte)

una tazza di fiori di calendula 

olio evo

sale qb

Procedimento 

  • frullare la barba di finocchio, le mandorle, i fiori di calendula (lasciandone un po’ da parte come guarnizione), con l’aggiunta di olio evo e un pizzico di sale, fino a raggiungere la consistenza di una crema;
  • cuocere la pasta in acqua salata;
  • mescolare in una terrina la ricotta con un po’ dell’acqua di cottura della pasta, un filo d’olio evo e la crema ottenuta con il frullatore;
  • scolare la pasta e mescolarla al composto ottenuto con la ricotta e il pesto;
  • guarnirla con i fiorellini rimasti.

Varianti

  1. Le mandorle possono essere sostituite con semi di girasole, quando sono ancora bianchi, privati della buccia.
  2. La ricotta di mucca può essere sostituita da ricotta di soia, per un piatto 100% vegano.

TESTO: Roberta Rossini

www.ortodiroberta.altervista.org

roberta.rossini@hotmail.com

FOTO: Elia Palange

Leggendo Paul Ginsborg, La democrazia che non c’è, Einaudi 2006 

(Paul Ginsborg, Democracy. Crisis and Renewal, Profile Books 2008)  DEDICA A David, quattordicenne, che esige la democrazia in famiglia (e a chi ha il desiderio di approfondire il presente a partire dal passato) (e ai miei nipoti – miei e di tutti i nonni preoccupati per il futuro dell’umanità – perché imparino a guardare il mondo in cui…

Tra libro e stagno. Avventure estive

Finite le scuole, le giornate si dilatano. Per bambini che vivono in paese, il mondo è circoscritto ma non ha limiti. Le scorribande in bicicletta sono all’ordine del giorno. Il punto di incontro, solitamente, è il campo sportivo. Poi, ci sono i vicoli da riscoprire, il campo giochi, le disavventure, il salvataggio di gattini, la…

Una bambina racconta: 1960, dall’Abruzzo in Australia. E ritorno

Vasto (CH), inizio di ottobre, anno 1960 Una mamma con le sue due figlie prende la corriera diretta a Brindisi. A Brindisi si imbarcano sulla nave che le porta in Australia. Il marito è partito a febbraio. Le aspetta a Sydney. Nell’ultima lettera che ha scritto alla moglie si è raccomandato di acquistare i cappelli…

Leggendo Tommaso Fiore, Un popolo di formiche, Laterza 1951, 1978

… iniziato subito dopo aver terminato Rémi Chauvin, Il mondo delle formiche. Un universo fantascientifico, 1969, Feltrinelli 1976 (dal quale si ricavano alcune indicazioni bibliografiche preziose1 e una digressione didattica altrettanto preziosa2, collocate in nota per comodità), Un popolo di formiche scritto da Tommaso Fiore3 è dedicato a Piero Gobetti3 (1901 – 1926) e Guido Dorso4 (1892 – 1947). La contiguità tra la lettura…

“Una goccia di luna tra l’erba” … (Jules Renard, Storie naturali, Elliot 2013)

In un periodo di letture ‘serie’ – che, in realtà, sono ri-letture di tragedie greche motivate dagli ultimi ‘strascichi’ del lavoro di tutta una vita – sono riuscita a inserire, un po’ di soppiatto, un titolo recentissimo e un titolo decisamente datato, recuperato insieme ad altri nella mia libreria di fiducia, specializzata anche nel settore dell’usato. …

Gli insetti gregari e i tre requisiti dell’insegnamento

Terra insecta. l titolo, indubbiamente, colpisce. Sembra immediato. In realtà è problematico, per vari motivi. Insecta1 è un termine latino. Terra è un termine latino, divenuto italiano. Abbinati, costituiscono un asindeto che, reso in italiano, è molto meno efficace (‘La terra gli insetti’). Per curiosità, risalgo all’originale norvegese: Insektenes planet, ossia Il pianeta degli insetti. Il sottotitolo italiano – Il mondo immenso raccontato dalle…

Puoi contattarmi via Facebook e Instagram e Pinterest

Lascia un commento