Artigianato della penna (o, meglio, della tastiera)

Negli spazi volatili, persistenti ma sempre mutevoli del web ci sono siti che rimangono stabili, siti che spariscono, siti che vivono trasformazioni più o meno profonde.

Racconti artigiani è nato ormai qualche anno fa con il desiderio di raccontare le attività di artigiani diversi che ho incontrato direttamente o con i quali ho parlato a distanza. Ogni volta che è stato possibile, sono andata a trovarli nel loro laboratorio o a qualche fiera alla quale partecipavano. Ho avuto mondo di documentarne il lavoro, le passioni, le difficoltà sempre crescenti in un mondo definitivamente dominato dalla produzione in serie.  Soprattutto, se il loro laboratorio o la fiera si trovava nei pressi di qualche impegno connesso, indirettamente, alla mia attività principale, l’insegnamento. Indirettamente, in quanto anche quando è venuta a mancare la condizione precipua dell’insegnamento – le classi – ho continuato il mio ‘insegnamento’ scrivendo per la scuola.

Con gli anni, la possibilità di mantenere vitale l’incontro con il mondo dell’artigianato è diminuita, soprattutto per questioni logistiche.

Rimane la passione per la lana e il lavoro a maglia, inevitabile e irrinunciabile. Quando si impara da bambina, o poco più, seduta accanto alla nonna, nel rifugio della campagna, durante i tre mesi delle vacanze estive, si vive la passione come parte integrante della propria vita, anche se le mani rispondono con più difficoltà e il lavoro avanza più lentamente.

Ho sempre pensato che la consapevolezza sia fondamentale, anche quella dei propri limiti.

So di non riuscire più a seguire gli artigiani e le loro attività. So che continuerò i miei lavori a maglia. So anche che continuerò a leggere e rileggere (sempre più in modo mirato e su specifici progetti di approfondimento).

So che quello che ho imparato dagli artigiani non lo dimenticherò e so che gli esperimenti di stampa vegetale e di tintura naturale fanno parte della mia vita (e del mio guardaroba) e che la mia lana sarà sempre locale e tinta naturalmente grazie alle amiche con le quali ho scoperto le procedure.

So infine che non avrò né modo né tempo da dedicare ai ‘racconti artigiani’ propriamente detti, se non occasionalmente. 

D’altra parte, anche la scrittura è una forma di artigianato. Artigianato della mente e della penna. Oggi, sicuramente artigianato della mente, della matita e della penna (nella fase della lettura, degli appunti, degli schemi) e, infine, della tastiera.

Per questo ho deciso di mantenere il sito che, d’ora in poi, sarà dedicato esclusivamente, o quasi, alle riflessioni sui libri che leggo, scelti secondo percorsi sempre in continuo aggiornamento, tra libri vecchi, libri accumulati nel tempo, ripescati nei mercatini dell’usato, o anche libri nuovi, riscoperti o appena tradotti (perché in altre lingue posso leggere solo articoli o brevi saggi di argomento noto, per la narrativa è indispensabile una traduzione!).

E gradualmente farò confluire in questo sito anche gli articoli che da ormai due anni affido al blog in Infodem, Informazione e democrazia di Beppe Lopez, del quale sono ospite.

2 pensieri su “Artigianato della penna (o, meglio, della tastiera)

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  2. Pingback: La nonna, l’angolo del cucito e la mania per gli scampoli | Racconti artigiani

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