Un nuovo nome per spiegare l’evolversi del blog tra letture, natura e storia

Ieri, sabato 4 maggio 2024, insieme a mia figlia Alessandra e al più piccolo dei suoi figli, che chiedeva ogni cinque minuti in modo cadenzato: “Quanto manca alle undici?” (l’orario dell’allenamento di calcio nel parco davanti a casa!), il blog “Racconti Artigiani” è diventato “Libri Sottobraccio. Letture sull’attualità tra letture, artigianato, natura e storia”.

“Racconti Artigiani” ha avuto inizio nel 2016, per soddisfare in qualche modo il desiderio di scrivere, incentrato da sempre su due passioni che provengono da tradizioni di famiglia.

La prima è la lettura, un’abitudine che risale alla scuola, all’università, all’insegnamento e, ancor prima, a mio nonno e al suo studio di psichiatra, lettore e letterato che mi hanno profondamente influenzato.

La seconda passione è quella che un tempo si chiamavano lavori ‘femminili’ (maglia, uncinetto, cucito) sull’esempio della nonna e della mamma, a cui in seguito si è aggiunto l’incontro con i colori e la stampa naturale.

A queste passioni, ho unito, sin dall’infanzia, l’osservazione degli ambienti naturali che attirano la mia attenzione, rivolta soprattutto al ‘piccolo’ (gli insetti e i piccoli animali) e alla vegetazione spontanea (le cosiddette ‘erbacce’, gli arbusti, gli alberi, ecc.).

Con il tempo, gli interessi si sono precisati e consolidati (in alcuni casi scemando per questioni fisiche dovute al passare degli anni) fino al punto da rendere necessario un rebranding (rinnovamento, in lingua italiana. Ma è necessario ammettere che in certi casi “gli americani ci fregano con la lingua”, cit. Francesco Guccini, Statale 17).

Lo scopo è rendere i testi e le immagini più accessibili, dare visibilità immediata ai singoli articoli e facilitare il contesto di riferimento, che si tratti di ambienti naturali, attività artigianali o vicende storiche.

Il titolo e il sottotitolo sono il punto di partenza della revisione degli articoli e di un nuovo corso caratterizzato da letture ed ‘esperimenti sul campo’, tra ambienti naturali e ‘culturali’: musei, edifici storici, biblioteche e ogni altra situazione che ne permetta la contestualizzazione, ogni volta che se ne presenti l’occasione.

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