Le mie impressioni su tessuto

(foglie di roverella, elicriso, samare di acero in bagno di robbia)

Partecipare a un corso di stampa naturale su tessuto significa imparare molto: riconoscere e catalogare le piante, acquisire le tecniche per arrivare alla stampa, selezionare i materiali vegetali in base agli effetti che dovrebbero produrre sul tessuto. 

Il condizionale è d’obbligo, in questo caso, perché, in realtà, è impossibile conoscere fino in fondo il risultato che si ottiene da uno specifico materiale vegetale (foglia, fiore, bacca, ecc.) e, soprattutto, da una particolare combinazione di materiali vegetali, che dipende nel mio caso da poche conoscenze di base (la cui ispiratrice è Michela Pasini, ossia Rosso di Robbia Colori Naturali).

Il ‘caso’ che presento è frutto dell’incontro tra garza di cotone e un insieme di materiali vegetali che ho scelto sia perché ero sicura di ottenerne un risultato (non quale, ma sicuro!) sia perché sono le ‘forme’ vegetali che prediligo.

Il giallo del fiore dell’elicriso è presente tra le colline ‘quasi’ montagne d’Abruzzo dove abito. La forma della foglia di roverella (meglio, le varie forme delle moltissime specie di querce) sono la mia passione fin da bambina, quando si giocava con molto poco e tra questo molto poco c’erano foglie di quercia e ghiande con cui si potevano fare interi servizi di piattini e tazzine per la casa delle bambole nella casetta di ginestre.

Le samare di acero e, in generale, l’acero è tra i miei alberi preferiti (esotico, rispetto ai luoghi della mia vita, ma legato a un ormai mitico viaggio tra Vermont e Canada francese,  percorrendo la New York State Route 22).

Quando le dispongo sul tessuto, le arrotolo sul supporto, le lego strettamente e le dispongo ne bagno di robbia non ho idea di cosa aspettarmi se non che, sicuramente, il bagno di robbia farà la differenza.

L’apertura del fagotto rivela ai miei occhi una vera meraviglia: i materiali prescelti hanno impresso perfettamente le loro forme in toni grigio/gialli mentre il bagno di robbia ha creato l’alchimia di uno stupefacente rosso bordeaux o vinaccia.

Non può finire qui, è chiaro. 

L’amica Agnese in questi casi è preziosa: le sottopongo il mio taglio di garza di cotone con le impressioni vegetali insieme a un taglio identico rimasto del colore di base. Il problema che le sottopongo è evidente: come indossare il tessuto impresso con le mie scelte vegetali eliminando il meno possibile. Ci pensa un attimo ed ecco trovata la soluzione: una semplice casacca che utilizza tutto il tessuto (la base sul retro, le impressioni sul davanti), eliminando il necessario per lo scollo e, per il resto, utilizzando solo cuciture senza intaccare il tessuto. 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi

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