Cronache da un corso di stampa vegetale

Non è il primo corso di stampa vegetale al quale partecipo. Il luogo dove si svolge lo conosco, per così dire, di sfuggita (è il panorama che si vede sulla destra del raccordo Rieti –Terni, via obbligata in direzione Alto Lazio e Umbria, partendo dall’Abruzzo). L’obiettivo del corso è il valore aggiunto al quale partecipo volentieri, non senza emozione.

La località

La riserva naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile occupa buona parte della piana reatina, un territorio umido, particolarmente fertile, con un ricco patrimonio boschivo e una caratteristica di sicuro interesse per chi si occupa di colori naturali: la coltivazione del guado. Sicuramente è il luogo ideale per realizzare un corso di stampa vegetale perché è possibile trovare i materiali per sperimentare la stampa con una breve passeggiata lungo uno dei sentieri che costeggiano il centro visite, dove si trova la base del corso.  

L’artista

L’organizzatrice del corso è Michela Pasini, ormai nota a tutti come Rosso di Robbia. Michela si dedica da una vita alla tintura dei filati con colori vegetali e alla stampa vegetale, naturale sbocco dei suoi studi come storica dell’arte. I suoi corsi sono sempre scrupolosi, preparati nei minimi dettagli e molto professionali. Nelle sue creazioni confluisce la vena artistica che la contraddistingue e il gusto innato per la sperimentazione. Ci conosciamo ormai da alcuni anni e il tragitto Abruzzo – Romagna è diventato una consuetudine per entrambe, ogni volta che se ne presenta l’occasione. In questo caso, il punto di incontro è il Centro visite della Riserva.

Il corso

Il corso che sto raccontando – CORSO BASE DI STAMPA VEGETALE (ECO-PRINTING) SU LANA E SETA – è organizzato su una giornata e vede la partecipazione di un folto gruppo di persone che arrivano dalla vicina Rieti ma anche dalla Toscana e dall’Umbria. 

Si tratta di un corso base per sperimentare la stampa vegetale su lana e seta, ossia su tessuti di origine animale, in tutte le sue fasi, dalla ricerca del materiale vegetale fino allo srotolamento dei tessuti dal loro supporto (l’apertura è dettata dal tempo a disposizione ma Michela raccomanda sempre di lasciare i tessuti sul loro supporto per un tempo più prolungato per assicurare la tenuta dei colori e delle forme).

L’obiettivo Il corso è nato per uno scopo preciso: Michela ha voluto dare un contributo tangibile a un’Associazione costituitasi di recente, la Casa delle Donne di Amatrice e frazioni, devolvendo ad essa l’intero ricavato del corso. L’associazione si è costituita circa un mese dopo (ossia nel novembre 2016) la seconda violenta scossa di terremoto che ha interessato Amatrice e i piccoli paesi nelle sue vicinanze, nel territorio laziale e in quello abruzzese, fino a Campotosto. Al dolore per le perdite in vite umane e per la distruzione materiale dei paesi, si aggiunge in queste drammatiche circostanze, la difficoltà di mantenere saldo il tessuto sociale e la comunità per chi resta. La tentazione (in molti casi la necessità) di abbandonare tutto può finire di distruggere quello che è rimasto. Ciò dipende, in buona parte, dal fatto che si tratta di territori difficili, di montagna, spesso poco raggiungibili e con un numero di abitanti ridotto.

Gli ospiti d’onore

Per questo sono qui con noi, partecipando attivamente al corso, alcune rappresentati dell’associazione: Sonia Mascioli, Assunta Perilli, Claudia Mozzetti e Sofia Blasi. Subito dopo la pausa pranzo, Michela invita Sonia Mascioli, in qualità di presidente, a illustrare gli scopi che l’associazione si prefigge. Sofia illustra con passione l’obiettivo che l’associazione si è posta: ricompattare il territorio con l’impegno diretto delle donne nella riscoperta di attività artigianali tradizionali che possano diventare punto di riferimento e di ripresa, economica e sociale, per l’intero territorio. Proprio in vista di questo corso ho visitato il laboratorio di Assunta Perilli a Campotosto, La fonte della tessitura, una settimana prima. Volevo arrivare preparata a questo incontro e avere un’occasione in più per percorrere il magnifico tragitto panoramico nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

Oltre alle amiche di Amatrice e frazioni, è con noi Alberto Lelli, esperto conoscitore del guado (isatis tinctoria), e in generale delle erbe edibili, inesauribile fonte di informazioni, di ricette, di aneddoti legati al territorio della riserva. 

Le fasi del corso

Per chi è alla prima esperienza, un corso di ecoprint rappresenta una sorpresa totale. Ma, anche per chi dovrebbe conoscerne lo svolgimento, il fattore ‘sorpresa’ è fondamentale. All’arrivo, si trovano i materiali già perfettamente organizzati sui tavoli, i fornelli per le pentole disposti sul lato più riparato, i tavoli pronti per i partecipanti. Detto questo, tutto il resto è da costruire, tenendo conto delle condizioni atmosferiche!

La fase iniziale è la raccolta del materiale vegetale. Cosi tutto il nutrito gruppo di partecipanti si avvia lungo i sentieri e le sponde di un rivo, al seguito di Michela che indica le piante, raccoglie e fa raccogliere quelle che già conosce ma invita anche a sperimentarne altre (senza mai preannunciare i possibili risultati della stampa su tessuto perché anche la sperimentazione è fondamentale!). E’ una vera e propria lezione sul campo, per imparare a conoscere e riconoscere piante tintorie, piante edibili per l’uomo o solo per gli animali ma anche piante tossiche. Il tempo fino a questo momento si mantiene buono ma in realtà ben presto si addensano nuvoloni che minacciano pioggia. Per tutta la giornata, si alternano sole, pioggia e perfino una breve grandinata, senza tuttavia riuscire a interrompere i lavori nel grande ambiente all’interno. Sotto la guida attenta di Michela, tutti i partecipanti cominciano a disporre i materiali sui tessuti prima di arrotolarli sul supporto prescelto e, infine, a disporli nella pentola dove l’acqua sta gradualmente raggiungendo la temperatura giusta. Le diverse fasi (durante la giornata ciascuno prepara sei rotoli in tre bagni diversi) sono intervallate dalle spiegazioni teoriche di Michela che spaziano dalla teoria ai consigli pratici, dalle informazioni sulle piante alla preparazione dei bagni di colore. Com’è naturale, i momenti più emozionanti sono quelli in cui si cercano i propri rotoli appena usciti dalla pentola (opportunamente marcati da un segno di riconoscimento) e si comincia a srotolare per osservare i risultati del proprio sperimentare: a volte deludenti, altri entusiasmanti. Può capitare che un fiore che si pensava potesse dare un risultato sicuro abbia dato solo una traccia leggera di colore o, viceversa, che una foglia che quasi sicuramente non avrebbe dovuto lasciato traccia, sia rimasta impressa in modo chiarissimo e con un colore inimmaginabile. Perché questa è la vera unicità dell’esperienza: ogni stampa è sempre diversa, ogni striscia di tessuto sarà sempre un pezzo unico. Dopo l’immancabile foto di chiusura corso, con una magnifica esposizione di manufatti originali, ci accingiamo a riordinare per quanto possibile l’ambiente con l’aiuto del personale della Riserva che ci ha sostenuto durante tutta la giornata. Ci diamo appuntamento alla prossima occasione. Perché di solito, tra appassionati, ci si ri-incontra, da qualche parte, prima o poi, se non dal vero, sicuramente online! 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi

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