Lana, ferri e stampa vegetale

Oggi vi racconto una storia appena conclusa: quella di un cardigan lavorato ai ferri in lana abruzzese di colore naturale.

Una storia lunga perché il lavoro a maglia lo riservo alle ore del pomeriggio, quando il computer è ormai spento. Anche volendo, non riuscirei più a scrivere neppure una parola! Di fatto scrivere, o comunque avere a che fare con i libri, è stata – ed è – la mia occupazione principale. Ma non ho mai abbandonato il lavoro a maglia. La durata della storia dipende, prima di tutto, dal tempo che riesco a dedicare ai ferri. 

In questo caso, il tempo necessario si è dilatato perché le varie parti (dietro, davanti e maniche) sono state soltanto la prima parte del lavoro: sono infatti partite per Rimini, insieme a una matassa di colore naturale, senza neppure essere stirate, per approdare nel laboratorio di Michela Pasini con l’unica indicazione di trasformarle da un cardigan semplicissimo in qualcosa di assolutamente speciale. 

Michela sa che le foglie sono una mia mania, sa anche che adoro quelle del castagno, quelle della quercia (anzi, delle querce, perché ogni quercia ha la sua particolare foglia!), quelle delle rose (ogni rosa è differente, ogni foglia di rosa è differente!). Volutamente non le ho dato indicazioni. 

Quando i cinque pezzi sono ritornati alla base, sono passata alla fase conclusiva: dopo un lavaggio veloce, li ho stesi all’ombra, stirati e cuciti. L’ultimo passaggio è stato la confezione del bordo, con la matassa tinta da Michela. 

Ecco il risultato: un cardigan disseminato di magnifiche foglie di rosa, direttamente dal giardino di Michela! 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi

Uno sguardo alla ‘credenza’ dei ricordi

(originariamente publicato il 2 luglio 2022) Mentre sono assorta nella lettura di un libro, mi capita ogni tanto, magari per riflettere a qualcosa che ho appena letto, di guardare in direzione della ‘credenza’, ossia del mobile che custodisce bicchieri, piatti e altri oggetti di porcellana. Quelli che, un tempo, erano considerati parte del servizio buono,…

“Una goccia di luna tra l’erba” … (Jules Renard, Storie naturali, Elliot 2013)

In un periodo di letture ‘serie’ – che, in realtà, sono ri-letture di tragedie greche motivate dagli ultimi ‘strascichi’ del lavoro di tutta una vita – sono riuscita a inserire, un po’ di soppiatto, un titolo recentissimo e un titolo decisamente datato, recuperato insieme ad altri nella mia libreria di fiducia, specializzata anche nel settore dell’usato. …

Libro d’altri tempi, questioni attuali: Armide Broccoli, Chiamavano pane il pane, Edagricole 1969

Ci sono libri datati che risultano superati nei fatti. Ciò nonostante, leggerli può rivelarsi estremamente interessante. Quello di cui parlano non è ‘nuovo’. Ma, proprio perché è superato, può contribuire a una lettura critica del nostro presente. Soprattutto perché il nuovo ha portato con sé il diffondersi di una generale superficialità nel rapportarsi alla società…

La boître a coudre – La scatola del cucito

(Originariamente pubblicato il 26 ottobre 2022. Lo ripropongo oggi, 6 giugno 2026, in attesa di ampliarlo con un titolo scoperto in questi giorni: Alice Rivaz, La machine à tricoter, écrits sur les femmes et le travail, édition établie et préfacée par Jacob Lachat, Éditions Héros-Limite, coll. Tuta blu, Genève, 2024). Tra i miei pochi lettori, la maggior…

Letture (necessariamente) abbinate

(originariamente pubblicato il 18 settembre 2025) Piero Caleffi, Si fa presto e dire fame, Edizioni del Gallo 1954 (Mondadori, 1967) – Primo Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi 1986 Quando ho iniziato a leggere il secondo titolo (I sommersi e i salvati), il primo (Si fa presto e dire fame) era già in lettura avanzata (con…

Testimonianze d’emigrazione di cui serbare la memoria e da tramandare

 Italia – Argentina, andata e ritorno (1950 -1967) / Italia – Argentina, andata e ritorno (1950-1967) Con il passare degli anni, il punto di vista sulle cose vissute cambia, inevitabilmente.  Anche quelle che erano vicende di famiglia da ricordi assumono la dignità di testimonianze. Tanto più per chi ha avuto la ventura di nascere a cavallo…

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